Negli uffici regionali arrivano i traduttori della lingua dei segni

By on settembre 14, 2017 Diritti umani

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La Repubblica del 12-09-2017

MILANO. L’attuazione della legge per i diritti dei disabili entro l’anno un traduttore nella lingua dei segni in tutti gli uffici provinciali della Regione. La promessa è dell’assessora regionale all’Inclusione sociale, Francesca Brianza della Lega, che ha presentato ieri il piano triennale regionale sul linguaggio dei segni approvato dalla giunta guidata da Roberto Maroni. Un nuovo provvedimento che arriva ad oltre un anno dal via libera del Consiglio regionale alle norme (uniche finora in Italia) che riconoscono la lingua dei segni.
Il piano triennale prevede progetti di didattica inclusiva nelle scuole statali e paritarie di primo grado per i quali la Regione ha stanziato 170mila euro. Più altri 80mila per la «sensibilizzazione» al problema delle persone non udenti che accedono alle strutture ospedaliere. Come l’accoglienza medica e la gestione delle emergenze. La cifra più consistente, 800mila euro in tre anni, però, è stata destinata alla «promozione della comunicazione e dell’informazione a favore delle persone con disabilità». Anche se l’assessore Brianza tiene a precisare che la somma servirà anche per dotare di traduttori nella lingua dei segni gli uffici pubblici a livello provinciale, attraverso il progetto “Spazio Disabilità”, la piattaforma della Regione per l’accessibilità e la fruibilità del territorio e dei suo servizi. «Anche in questo caso — spiega l’assessora regionale all’Inclusione sociale — abbiamo cercato di cogliere quelle che erano le esigenze del territorio e di superare l e difficoltà, che spesso si incontrano lungo il percorso mettendo in campo progetti mirati per facilitare la comunicazione, l’apprendimento, l’inserimento scolastico degli alunni con disabilità uditiva».
La pensa diversamente, dall’opposizione, la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Paola Macchi, che commenta: «Quella della Lombardia è una buona legge, ma gli stanziamenti regionali devono essere adeguati. L’impressione è che la giunta regionale punti più all’apparenza che alla sostanza quando si tratta di far fronte ai bisogni delle persone disabili. Ci auguriamo comunque che il piano triennale lombardo non passi inosservato a Roma dove la Lis, la lingua italiana dei segni, attende da anni di essere riconosciuta per legge». (a.m.)