L’altra faccia dei giochi olimpici: le paralimpiadi di RIO

By on settembre 15, 2016 Cronaca , Diritti umani

Paraolimpiadi Rio anno 2016

RIO DE JANEIRO. Abbiamo seguito le olimpiadi di Rio di agosto da grandi appassionati dello sport e ci siamo emozionati ogni qualvolta un italiano è salito sul podio sventolando il tricolore. Ci siamo svegliati di notte per guardare i nostri atleti impegnati a portare avanti le loro imprese e abbiamo pianto con loro lacrime di felicità, perché lo sport è anche questo: è passione, sacrificio, voglia di mettersi alla prova e di non mollare mai. Questi sentimenti ed emozioni si manifestano amplificati quando la medaglia è conquistata da un atleta profondamente segnato da una disabilità.

L’8 settembre 2016 si è alzato il sipario sulle Paralimpiadi di Rio 2016 ed è stata inaugurata la quindicesima edizione dei Giochi per gli atleti disabili, nella quale sono coinvolti 4.300 atleti provenienti da 176 Paesi che si stanno affrontando in 23 discipline sportive alle quali sono state aggiunte per la prima volta canoa e triathlon.

La storia delle Paralimpiadi risale agli anni 40, quando Ludwig Guttmann, un medico inglese che si occupava di lesioni spinali per i reduci di guerra, organizzò nel 1948 una prima competizione di tiro con l’arco per atleti in carrozzina. La Seconda Guerra Mondiale restituì tantissimi soldati invalidi che decisero di ricominciare la propria vita puntando sullo sport, come occasione di “rinascita”.

Le prime vere Paralimpiadi vengono però considerate quelle organizzate in Italia nel 1960, a Roma, dove parteciparono 400 atleti provenienti da 23 diversi Paesi. Da allora furono ripetute ogni 4 anni, proprio come le Olimpiadi “normali”. Nel 1976 furono disputate anche le prime Paralimpiadi invernali in Svezia.

La classificazione ufficiale delle Paralimpiadi 2016 si basa sulle indicazioni fornite dal Comitato Paralimpico Internazionale, il quale ha creato delle specifiche categorie per gli sport per disabili sulla base del tipo e del grado di disabilità degli atleti in gara. Alle Paralimpiadi di Rio sono state previste le seguenti 10 categorie: “potenza muscolare, movimento ridotto, perdita o deficit di un arto, differenza di lunghezza delle gambe, statura bassa, ipertonia, atassia, atetosi, disabilità visive, disabilità intellettive” e i seguenti sport: “atletica leggera paralimpica, boccia, calcio a 5-un-lato, calcio a 7-un-lato, canoa paralimpica, canottaggio paralimpico, ciclismo paralimpico – su strada e su pista, equitazione paralimpica, goalball, judo paralimpico, nuoto paralimpico, pallacanestro in carrozzina, pallavolo paralimpica, pesistica paralimpica, rugby in carrozzina, scherma in carrozzina, tennis in carrozzina, tennistavolo paralimpico, tiro paralimpico, tiro con l’arco paralimpico, triathlon paralimpico, vela paralimpica”.

La portabandiera azzurra alle Paralimpiadi 2016 è stata Martina Caironi, la velocista che corre con protesi artificiali dopo aver perso la gamba in un incidente d’auto; il testimonial dei Giochi scelto dal Comitato olimpico internazionale è Alex Zanardi, ex pilota automobilistico.

Il Presidente Mattarella, in occasione della consegna della bandiera italiana a Martina Caironi, si è soffermato su questa manifestazione e ha dichiarato che: “Lo sport non può e non deve diventare un fattore di discriminazione, non deve mai diventare pretesto di violenze, o motivo di frode. La promozione dello sport va realizzata con lealtà, con coraggio, con amicizia. Si tratta, insomma, di essere atleti con la A maiuscola”.

Anche il presidente del CIP Pancalli ha sottolineato l’importanza della manifestazione dichiarando che: “le Paralimpiadi sono uno straordinario veicolo per parlare di inclusione sociale e una testimonianza contro la discriminazione. Ma sono anche la battaglia di atleti-persone che hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri”, quegli atleti che diventano icona “dell’Italia che vorremmo, che lotta, si sacrifica e non molla mai”.

Atleti che vincono con la loro tenacia, la loro lealtà, e il loro desiderio di superare il limite.

di Marina Basile

Da CorrierePL.it del 14-09-2016