In classe senza sentire “Non ci sono assistenti per aiutare i nostri figli”

By on febbraio 1, 2017 Comunicati stampa , Scuola

MILANO.
Alcuni di loro sono seduti dietro ai banchi. Ma è come se fossero fantasmi: da soli, senza nessuno che li aiuti con il linguaggio dei segni, non possono capire cosa dicono le maestre e nemmeno i compagni. Altri l’assistente in classe ce l’hanno. Ma lo devono ai genitori che non se la sentono di privarli della scuola e preferiscono pagare quello che lo Stato dovrebbe garantire. Altri ancora rimangono a casa.

«In una situazione di disagio e difficoltà che non può più essere tollerata e che lede il diritto di tutti». Hanno scritto una lunga lettera — con un appello rivolto al Pirellone e a Palazzo Isimbardi — i genitori dell’istituto comprensivo Barozzi. Scuola milanese dove, dalla materna alle medie, studiano una ventina di alunni non udenti. Bambini dai quattro ai tredici anni che avrebbero diritto a un assistente alla comunicazione quando sono in classe.

Una figura che invece, da almeno un mese, per loro non c’è. «Il consiglio d’istituto rileva che nonostante gli impegni assunti dalla Regione e da Città Metropolitana a gennaio — si legge — nessuna azione concreta è stata intrapresa dalle istituzioni per porre fine alla situazione di gravissimo disagio che investe il nostro istituto, determinando di fatto il blocco del progetto didattica inclusiva per gli alunni sordi».

Non è un caso che in questa scuola ci sia un numero così alto di bambini con questo handicap: il progetto a cui si fa riferimento è nato nel 2008 da un accordo fra l’Ufficio scolastico Regionale, l’ex Provincia e l’Ente nazionale sordi, per dare un’attenzione speciale ai piccoli con disabilità sensoriali.
In più, dal 2013 la Barozzi è stata indicata dalla direzione scolastica come “scuola polo” per l’inserimento scolastico dei bambini non udenti. «Le vere difficoltà sui fondi sono iniziate con il passaggio dalla Provincia alla Città Metropolitana — spiega Andreina Tummolo, presidente in consiglio d’istituto — ma in qualche modo siamo sempre riusciti a tamponare. Quest’anno però è un disastro».

I finanziamenti sono stati garantiti alla scuola (con grandi ritardi) solo fino alla fine di dicembre. «Dopo le vacanze di Natale l’istituto ha riaperto senza assistenti alla comunicazione — prosegue la mamma — la preside non ha mai ricevuto comunicazioni ufficiali sui fondi per il 2017 e non può formalizzare i contratti a queste persone». A farne le spese, da un mese, sono i più fragili.

Da qui, l’appello del consiglio d’istituto della scuola: «Rivolgiamo un appello alla Regione e alla Città Metropolitana perché “ad horas” venga trovata una soluzione che consenta il ripristino dei diritti violati e la prosecuzione dell’attività didattica ». I problemi di quest’anno sui fondi per l’assistenza agli alunni disabili, emersi già a settembre, non si trascinano solo alla Barozzi. Sono 24 le famiglie che si sono rivolte al centro antidiscriminazione della Ledha (la Lega per i diritti delle persone con disabilità) e che hanno deciso di presentare ricorso contro Palazzo Isimbardi, il ministero dell’Istruzione e i singoli istituti perché non è stato garantito il numero di ore di assistenza per i loro bambini.

«La mancanza di risorse economiche non può essere una giustificazione — commenta Marco Rasconi, presidente di Ledha Milano — . Malgrado l’impegno della politica, abbiamo molte segnalazioni di bambini e ragazzi che non possono andare a scuola per la mancanza di assistenti».

di Tiziana De Giorgio

La Repubblica del 30-01-2017