Il Rumore della Vittoria. La sordità attraversa lo sport

By on dicembre 18, 2016 Diritti umani

Corriere della Sera del 17-12-2016

di Claudio Arrigoni

 

Locandina il rumore della Vittora

C’è il racconto di sei storie di sport. “Il Rumore della Vittoria” non è però semplicemente questo. Perché dentro c’è qualcosa che fa riflettere sulla vita attraverso lo sport. Gli atleti hanno tutti una disabilità uditiva. Non sono mancati ostacoli, ma anche scelte difficili. Lo sport e gli obiettivi che dà hanno permesso di scavalcare le barriere e andare nella giusta direzione. La vittoria non è solo quella delle gare.

Nato dall’idea di due giovani appassionati di arti visive, Ilaria Galbusera (anche sportiva, azzurra di volley nella Nazionale sorde, attrice, modella) e Tony Guzzardi, è costato due anni di lavoro. Ha ricevuto già prestigiosi riconoscimenti: Miglior Documentario al Matera Sport Film Festival 2016 e Best Sport Documentary 2016 al Basilicata Cinema International Film Festival. Bello che ora inizi a girare per le sale italiane (sabato sera alle 20.30 è presentato a Varese, all’università dell’Insubria, con autori e protagonisti e il il servizio di intepretariato Lis e la sovratitolazione, offerta dal Pio Istituto dei Sordi di Milano, che lo rende accessibile e in apertura ci sarà l’anteprima in esclusiva del videoclip del Rapper sordo Brazzo).

Spiegano Ilaria e Tony: “Il Rumore della Vittoria è un documentario che nasce da una nostra idea. Siamo due giovani ragazzi sordi appassionati di sport e arti visive e abbiamo messo insieme le nostre conoscenze imbarcandoci in questa avventura completamente nuova. E’ stato un viaggio attraverso l’Italia, durato più di due anni, seguendo il percorso umano e sportivo di sei giovani atleti sordi che indossano la maglia azzurra. Il documentario è stato scritto, pensato e realizzato con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico su tematiche di cui i media parlano poco e di portare sullo schermo una realtà importante che ancora oggi risulta però sconosciuta ai più. E’ anche una scommessa con noi stessi, a dimostrazione che la sordità non può e non deve essere un limite. E se la scommessa può dirsi vinta, ne siamo felici”. Il documentario è stato finanziato da Augustea Spa e Pio Istituto dei sordi di Milano, con il patrocino Federazione sport sordi Italia e la collaborazione di G.S. Ens Varese Asd (alla fine del post vi è il trailer).

Alice, Anna, Claudio, Loris, Mauro e Pasquale raccontano “le loro vite spesso segnate da pregiudizi e stereotipi legati alla loro disabilità e di come si ritrovano ad essere invisibili in una società che viaggia di corsa e non presta loro la giusta attenzione”. Una serie di esperienze che sanno aprire le menti. E in questo senso sono molto significative le parole di Anna Bonomi e Mauro Grotto, due di coloro che si sono raccontati davanti alla telecamera. Anna, cestista, Nazionale basket sorde: “Spero che la mia esperienza possa aiutare i genitori che hanno figli sordi che ci sono varie scelte e strade da intraprendere ovvero protesi, impianto cocleare, oltre alla lis. Che la sordità è un ‘limite’ che si può superare. Agli adolescenti che non siamo diversi ma siamo tutti uguali anche se abbiamo una difficoltà in più ma alla fine se lo vuoi non si rivela nemmeno tale”. Mauro, calciatore: “è stata un esperienza fantastica che è servita per raccontare tutte le tappe che hanno portato ad essere ciò che sono ora. Sia nel bene che nel male. È un documentario che può dare tanto agli altri. Ma che ha dato tanto anche a me stesso creando maggiore convinzione nelle mie potenzialità e nella mia forza interiore”.